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Festa del SS. Salvatore |
Festa del SS. Salvatore (festa del Patrono): la festa inizia
il 2 agosto con il dispiegamento della bandiera del Cristo
Pantocratore sul pennone tra le due torri della cattedrale.
Dal 4 al 6 agosto si svolgono il giro della banda musicale
attraverso le vie della città, alcuni giochi (gioco
delle pignate, torneo di scacchi) e gare sportive (nuoto
e corsa), spettacoli serali, l'illuminazione della città
e della Rocca e giochi pirotecnici.
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La Frottola |
Il termine frottola, dal latino medievale Frocta (pensieri
e fatti strani, bizzarri), indicava in origine un genere
poetico popolare metricamente irregolare e accompagnato
dalla musica.
In passato, a Cefalù, per la festa della frottola,
un cantore accompagnato da un tamburinaio, recitava canti
intonati a motivi religiosi. Oggi, invece, a caratterizzare
questo giorno è soprattutto una sfilata di carri
allegorici sebbene i canti e il rullo di tamburi siano sempre
presenti.
La manifestazione si svolge il sabato che precede la domenica
del Corpus Domini ed è preceduta dalla benedizione
del pane. Teatro, la suggestiva piazza
Duomo. Sei ragazze in costume d’epoca dispongono
delle ceste piene di pane ai piedi della scalinata di accesso
al tempio normanno. In alto, tra le autorità cittadine,
il sacerdote benedice il pane e dà inizio al corteo.
Ad aprire la sfilata è una frotta di bambini che
portano appesi a dei bastoni i “cucciddata”,
pani a forma di ciambella prodotti dalla farina del primo
frumento trebbiato nei campi. Il tema dei carri, colmi di
frutta e di cereali, è il rapporto tra il mondo della
terra, dell’agricoltura e la religione cristiana.
Durante la sfilata inoltre, delle ragazze in costume distribuiscono
il pane benedetto alla popolazione. |
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N'tinna
a mari |
L’Antinna a mari è una delle più
antiche tradizioni popolari marinare di Cefalù.
Praticata durante i festeggiamenti in onore del SS.
Salvatore ( 6 Agosto), questa gara ha selezionato nel
tempo i migliori equilibristi tra i più abili
marinai di Cefalù.
Lo scopo dei partecipanti è quello di percorrere
un lungo palo, che la tradizione vuole sia un albero
di nave, sospeso sull’acqua dalla banchina del
molo, per conquistare la bandiera posta alla sua estremità,
raffigurante il SS. Salvatore.
Per rendere l’impresa ancora più ardua,
il palo viene cosparso di sego e sapone mentre dal basso
vi è sempre qualcuno che, con una corda legata
al medesimo albero, opera degli scuotimenti così
da mettere a dura prova l’equilibrio del concorrente.
I partecipanti sono discendenti delle più antiche
famiglie di pescatori cefaludesi e a loro si deve la
sopravvivenza di questa secolare tradizione che ancor
oggi mantiene la stessa vivacità e vitalità
del passato. |
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